

“Il modo in cui le immagini sono osservate è una cosa importante” (2022)
Secondo il poeta francese Paul Valèry pensare è come “farsi del male”, in quanto proprio nel pensiero si concentrano le nostre abitudini, le nostre modalità di rapportarci con noi stessi e con quanto ci circonda, col rischio di innescare quel circolo vizioso dentro il quale la ripetitività e l’automatismo iniziano a guidarci in maniera del tutto automatica.


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Giorno per giorno il nostro modo di pensare rischia di cedere il passo a quelle lusinghe entro le quali albergano la certezza e il prevedibile, elevando l’essere umano ad una semplice funzione razionale e cognitiva a discapito delle immagini.
“L’individuo non è completo se vive in un mondo di verità statistiche. Deve vivere nella sua realtà mitologica” (2019)
Al giorno d’oggi siamo imbrigliati in una fitta rete di convinzioni e strade predefinite, che altro non fanno se non tracciare una trama e uno stile predefiniti, ripetitivi e proprio per questo inautentici. L’unilateralità del pensiero moderno sembra inoltre confermare quanto non ci sia posto per la sorpresa, per quelle immagini nascoste alle quale non dovremmo mai smettere di porgere quell’attenzione che meritano e che nondimeno sarebbero di aiuto nel farci riscoprire il nostro lato femminile.


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Secondo il noto psicoanalista (Jung) infatti co-esistono dentro di noi “quelle controparti maschili e femminili” che ognuno dovrebbe avere “la responsabilità e il coraggio di accogliere”. Accogliere l’immagine che abita in noi vuol dire infatti far spazio ad un lato nascosto in grado di “attivare quell’energia ancestrale” che giorno per giorno rischia di essere soffocata dalla routine, dai modelli e ancor più da un linguaggio troppo decifrabile e a volte eccessivamente superficiale.
“Poi di tanto un’idea inaccettabile fa loro visita e tutto ciò fa parte del vivere vicino a un altro mondo” (2022)
Le immagini che ci abitano secondo la figura di James Hillmann originano da un tempo passato e tuttavia presente in ogni istante della nostra vita.

Il lamento dei morti. La psicologia dopo «Il libro rosso» di Jung
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Inoltre, grazie al contributo di Jean S. Bolen, quelle stesse immagini sono in grado di prendere una forma, ma nello specifico “non le singole immagini ma la transizione dall’una all’altra” fanno di essere una consistenza speciale e insostituibile.

Le dee dentro la donna. Una nuova psicologia al femminile
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Nondimeno secondo il fisico Carlo Rovelli la realtà che abitiamo risulta talmente invisibile e così infinitesimale che la nozione quantistica di spazio tempo sembra creare quel canale attraverso il quale entrare in contatto con dimensioni intrapsichiche e al contempo ancestrali. Perché se oggigiorno il nostro pensiero sembra seguire esclusivamente dei parametri già predefiniti, può il femminile abbattere questo limite razionale e guidarci dall’interno?

La realtà non è come ci appare. La struttura elementare delle cose
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Riscoprire il proprio lato femminile per riscoprire un nuovo modo di pensare


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Le stesse neuroscienze affermano che il cervello umano è un campo in cui avviene una “rivoluzione neuroplastica”, modificando la propria struttura è in grado di creare un riverbero delle sue stesse modifiche anche al livello del pensiero stesso, dando vita cioè a nuovi “stati della mente” e dunque a nuove chiavi di lettura. Secondo lo psichiatra Daniel J. Siegel le nostre capacità cerebrali non si limitano solo alla nostra esperienza bensì sono in grado di travalicare ciò che è già noto, creando dei veri e propri ponti di collegamento con quello che ancora non conosciamo. Allo stesso tempo secondo la visione di Neuman ed Hillmann quello che “ancestralmente ci abita” viene delimitato dai modelli ordinari che altro non fanno se non soffocare il nostro “Dàimon”.
“L’anima che è dentro di noi è sempre presente e in una certa misura ci parla; tuttavia la sua voce è solitamente molto sottile, vi sono altre voci più potenti e più forti che la sovrastano, sono le voci del mondo circostante, i pareri fino a che non sappiamo più chi siamo” (2018)
Secondo la psichiatra Bolen, la conoscenza del femminile non solo si rende necessaria (mai come oggi) sia alle donne che agli uomini, ma consente soprattutto la scoperta di una nuova chiave di lettura utile a comprendere da un lato le relazioni con noi stessi, dall’altro per scegliere successivamente quelle con gli altri. Quello che infatti ad oggi suscita più timore nell’uomo è proprio la complessità che risiede nel femminile, in quanto immagine e/o riflesso di “quelle divinità greche”, che ad oggi sono rimaste vive nell’immaginazione umana per oltre “tremila anni”. Pertanto accogliere la complessità della “nostra controparte femminile” secondo Jung significherebbe entrare in contatto con quella complessità di immagini che altro non farebbero se non creare una nuova armonia, un nuovo linguaggio capace di abbattere quella stupida aggressività maschile che della donna teme ciò che non conosce: il suo lato divino femminile. Che se mai verrà accolta, donerà quello spazio rinnovato per esprimersi al meglio.
- Bolen, S. J., (1991), “Le dee dentro la donna, una nuova psicologia femminile”, Astrolabio Ubaldini Editore, Roma, 1991.
- Hillman, J., Shmdasani, S., (2022), “Il lamento dei morti, la psicologia dopo il Libro rosso di Jung”, Bollati Boringhieri, Torino, 2022.
- Jung, C, G., (2019), “Gli archetipi e l’inconscio collettivo”, Bollati Boringhieri, Torino, 2019.
- Morelli. R., (2022), “Quella maledetta paura di non essere all’altezza”, Mondadori Editore, Milano, 2022.
- Neumann, E., (1989), “Amore e psiche, un’interpretazione della psicologia del profondo”, Astrolabio Ubaldini Editore, Roma, 1989.
- Rovelli, C., (2014), “La realtà non è come ci appare. La struttura elementare delle cose”, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2014.
- Siegel, D, J., (2021), “La mente relazionale, neurobiologia dell’esperienza interpersonale”, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2021.
- Steinsaltz, A., (2018), “L’anima”, Giuntina, Firenze, 2018.
- Valèry, P. (2006), “Cattivi pensieri”, Adelphi Editore, Torino, 2006.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il volto del femminile come salvezza dei nostri pensieri
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