

Amore e rovina
- Autore: Paula MacLain
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Neri Pozza
- Anno di pubblicazione: 2018
“Amore e rovina” (Neri Pozza Editore 2018, titolo originale Love and ruin, traduzione di Francesca Cosi e Alessandra Repossi) di Paula MacLain, è il nuovo romanzo dell’autrice statunitense che, dopo il successo di “Una moglie a Parigi” (2011), torna a parlare delle mogli di Ernest Hemingway. Ora è la volta della giornalista e scrittrice americana Martha Gellhorn (1908-1998).
Indossava una maglietta lacera e pantaloncini corti che parevano essere stati ripescati da un barile di pesce, e nessuno dei due capi gli donava. Ma era proprio lui. I capelli scuri, quasi neri, gli ricadevano da un lato degli occhiali rotondi con la montatura di metallo. Si accorse che lo guardavo e i nostri occhi si incrociarono per una frazione di secondo; poi lui si accarezzò distrattamente i baffi e tornò alla pila di lettere che stava leggendo
Martha Gellhorn, avvenente ventottenne giornalista americana con capelli biondi mossi, e lo scrittore e giornalista statunitense Ernest Hemingway, si erano incontrati allo Sloppy Joe’s Bar nella languida, disordinata, magnifica Key West, in Florida. Martha stava vivendo un periodo difficile della propria vita a causa della recente scomparsa del padre e avvertiva che il suo amato lavoro aveva bisogno di uno scatto in più. La donna, dal carattere volitivo, aveva subito riconosciuto nell’uomo abbronzato e muscoloso l’autore che tanto ammirava. Infatti, quando la studentessa Gelhorn frequentava il college, aveva attaccato sul muro della sua stanza al dormitorio femminile la sua citazione preferita di “Addio alle armi”. “Non capita mai niente ai coraggiosi”.
Adesso il suo eroe si trovava a pochi metri da lei e mentre la giornalista era alla ricerca di qualcosa d’intelligente da dire, Ernest si era presentato con disinvoltura. Malgrado tutta l’America e gran parte del mondo sapesse chi fosse Hemingway, era evidente che a lui piacesse essere preso per uno qualunque, in quella città. Quell’incontro sarebbe stato l’inizio di un legame forte sfociato nel 1940 nel matrimonio. Quanto poteva durare la relazione tra l’ambiziosa e indipendente Martha ed Ernest, entrambi innamorati dei rispettivi lavori che li avrebbero portati in giro per il mondo a testimoniare i grandi sconvolgimenti che stavano accadendo dalla Guerra civile spagnola alla II Guerra Mondiale? L’antesignana Martha non voleva sacrificare i propri sogni e la propria individualità in nome dell’amore ritenendo potessero coesistere.
“Il mio lavoro consiste sempre nel mescolare fatti e finzione” ha recentemente dichiarato la scrittrice americana, che per la redazione del coinvolgente romanzo si è documentata anche con lettere vergate dalla protagonista oltre che da alcuni libri scritti dai coniugi Hemingway. Martha Gellhorn, uno dei corrispondenti di guerra più importanti e famosi del XX Secolo per sessant’anni ha scritto su tutti i principali conflitti: dalla Guerra civile spagnola alla Baia dei Porci, dal Vietnam a El Salvador fino a Panama, dove seguì l’invasione all’età di ottantun anni.
Quella della Gellhorn è stata un’esistenza vissuta pienamente e coraggiosamente, viaggiatrice avida e appassionata, ha esplorato oltre cinquanta paesi mettendo su casa in cinque o sei località lontane, tra cui l’Africa, il Galles e il Messico, a Cuernavaca. In un campo dominato dagli uomini, ciò che spingeva la Gellhorn era il desiderio di raccontare la cronaca allo scopo di scrivere la verità, perché le sembrava che la vita glielo chiedesse, spronandola ad andare avanti.
È Gellhorn. Era tutto ciò che mi rimaneva, e me lo sarei tenuto stretto.
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Ho letto anch’io questo libro . Interessante la descrizione dei rapporti tra Martha, la protagonista, ed Ernest Hemingway. Ma la parte più rilevante riguarda proprio la figura di questa donna capace di inseguire la sua passione di scritteice anche con scelte esistenziali drammatiche. Un matrimonio travagliato ricco di colpi di scena, e soprattutto dominato dall’urgenza interiore dei due personaggi di scrivere buttandosi nella mischia di situazioni belliche estreme. In questo romanzo ricavato da un’ampia documentazione epistolare, emerge la personalità di una donna , forse un po’ oscurata dalla fama dell’amato marito. In ogni caso i suoi meriti di giornalista e cronista vennero senz’altro riconosciuti dalla Collier’s la rivista per cui scriveva. Fu invece uno sgarbo del marito a sottrarle l’esclusiva delle cronache belliche. Come pure fu ingiusto attribuirle i meriti di scrittrice solo in quanto moglie di un marito tanto celebre. Marta Gellhorn ha saputo inseguire il suo istinto che la induceva a misurarsi in situazioni rischiosissime alla Ricerca delle testimonianze umane più tragiche e toccanti, quelle vissute dai soldati e dalla gente qualunque. Dalle loro parole e dal loro vissuto faceva emergere la più totale denuncia dell iniquità della guerra. Marta Gellhorn riconosceva solo alla guerra di Spagna un afflato ideale capace di mobilitate la coscienza di tutti e si rammaricava che gli Stati Uniti sotto la presidenza di Roosevelt non fossero intervenuti per salvare la Repubblica spagnola. Aveva visto in quella guerra l ascesa del fascismo e del nazismo in Europa. L angoscia e l impotenza a contrastare quei mostri furono la molla decisiva per i suoi reportage, lei che fu l unica donna presente allo sbarco in Normandia. Questo avvincente romanzo ci restituisce i meriti di questa grande e coraggiosa cronista.