
Entanglement. L’intreccio nel mondo quantistico: dalle particelle alla coscienza
- Autore: Massimo Teodorani
- Genere: Scienza
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2021
Entanglement (Macro edizioni, 2021, pp. 183), libro del prof. Massimo Teodorani, fisico e astronomo, porta un sottotitolo non soltanto affascinante ma stupefacente: "L’intreccio nel mondo quantistico: dalle particelle alla coscienza". Il saggio unisce le due componenti fondamentali della vita universale: mente e materia, due facce della stessa medaglia, mai disgiunte. Per facilitare il lettore digiuno di fisica quantistica, un glossario di termini aiuta la comprensione.
Vale davvero la pena addentrarsi in un terreno per noi ancora quasi sconosciuto, che risponde a domande essenziali: chi siamo e perché? Esiste il caso, da che cosa è governato il moto dell’universo? I rami della scienza coinvolti nell’indagine sono molteplici, spaziano dalla fisica alla microbiologia, alla psicologia, alle neuroscienze. Le ricerche si svolgono in laboratori dislocati in tutto il mondo. Nomi di grande prestigio hanno sviscerato la materia e continuano a farlo.
Entanglement significa intreccio. Siamo tutti collegati con tutto e in modo "non locale". Ciò significa che la relazione esistente tra particelle non dipende dallo spazio, ovvero dalla vicinanza fisica delle stesse; non è neppure regolata dalla successione cronologica di eventi e da leggi di causa-effetto. Non si tratta di emissione-ricezione di onde elettromagnetiche ma di informazioni che si trasmettono istantaneamente proprio a causa dell’intreccio, della correlazione sincronica di senso e modificano continuamente lo stato delle cose. L’osservatore modifica l’osservato e viceversa.
L’entanglement può essere provocato in laboratorio con esperimento, creando un contatto, una “coesione” tra due particelle che da allora saranno perennemente collegate: quanto succede a una viene immediatamente avvertito dall’altra, che muta. Ma si è compreso che il fenomeno esiste diffuso ovunque; ha alla base un "ordine implicato" come lo ha definito il fisico David Bohm; ordine che nasce oltre lo spazio-tempo, nel pre-spazio e manifesta intelligenza e intenzionalità. Si riversa nel mondo macro, nella nostro abituale percezione e conoscenza, divenendo "ordine esplicato".
Il collegamento quantistico tra i neuroni del cervello è stato studiato dal duo Roger Penrose, inglese, matematico premio Nobel nel 2020, e dal medico americano anestesista Stuart Hamerof. Essi hanno dimostrato gli effetti quantistici nei microtubuli e nelle tubuline di cui sono composti i neuroni, miliardi, tutti “entangled”, intrecciati; lì si manifesta (si esprime, si riversa) la coscienza e si preserva la memoria.
Gli studi suscitano domande cruciali: dove va la coscienza durante un’anestesia, durante un coma, e dopo la morte? La coscienza e la memoria non scompaiono, tornano da donde sono venute: nel mondo di Planck, il vuoto che non è vuoto ma è un turbine di particelle, dette “schiuma”. Il “vuoto” che non è tale viene anche chiamato "il mondo di Platone", il "luogo" delle idee immortali, dalla scienziata italiana Paola Zizzi. Queste particelle "entangled" già prima che il mondo fosse, "virtuali", studiate anche dagli italiani Nitamo Federico Montecucco, da Marco Todeschini creatore della psicobiofisica, inoltre dal biologo russo Petr Petrovic Gariaev, dal fisico russo Akimov, producono continuamente dei vortici chiamati "torsione d’onda", la cui velocità supera quella della luce di 109 volte. Le particelle con velocità superiore a quella della luce sono i “tachioni”. Un mondo ancora da studiare, la conoscenza è agli albori…
"Questi vortici sarebbero creati da tutti gli oggetti, dalle particelle alle galassie".
Teodorani spiega la formazione della coscienza come "riduzione obiettiva", il concetto è di Penrose. L’espressione indica una scelta consapevole tra tante, addirittura tra molteplici universi presenti prima del “big bang” in quel punto infinitesimo; scelta cosciente di un piano che risale e si manifesta nei primi istanti dell’inflazione, ovvero immediatamente dopo il “big bang”, in una frazione di secondo equivalente a una grandezza di tempo di 1032.
I filosofi greci, da Eraclito in poi, l’hanno chiamato "Logos". Tale è anche nel prologo del Vangelo di Giovanni: "In principio era il Verbo". Verbo è suono, oggi si registra il suono delle onde gravitazionali.
Niente per caso quindi, ma tutto in sincronia.
Un bellissimo e poetico esempio di entanglement l’autore lo sceglie dalla natura, nel volo sincronico dello stormo che si muove come se fosse un unico uccello.
Nel romanzo Ritratto dell’artista da giovane, James Joyce scopre la sua volontà di fuga dall’Irlanda contemplando i cerchi concentrici tracciati in cielo dalle rondini. Spesso scienza e arte usano le stesse immagini simboliche.
Quanto accade nel macrocosmo e nel microcosmo particellare, secondo l’ologramma universale accade anche nel microcosmo che è l’uomo, nei neuroni, nel DNA. Carl Gustav Jung, in accordo con il fisico W. Pauli, scrive:
"La nostra psiche è costruita in armonia con la struttura dell’universo, e ciò che accade nel macrocosmo accade ugualmente negli infinitesimi e più recessi dell’anima".
L’entanglement sarebbe responsabile di tutti i fenomeni paranormali prodotti tra menti (telepatia, chiaroveggenza, pre e retrocognizione) e tra mente e materia (telecinesi), attraverso un processo di risonanza. Sto pensando alla legge fondamentale della magia: "Il simile attira il simile".
Un esperimento di telepatia perfettamente riuscito, con lettura di carte a distanza venne effettuato da Edgar Mitchell nel 1971, dalla nave spaziale Apollo 14 agli Usa. Einstein ammise la telepatia, constatandola negli esperimenti, pur non potendo ancora spiegarla. Nel fenomeno “Esp” (percezione extra sensoriale) sono evidenti due fattori decisivi, riscontrati anche in stati meditativi profondi: la concentrazione e l’intenzione, legata a fattori emotivi. Ciò esclude ogni casualità.
Scrive Teodorani che il potere dell’intenzione riduce addirittura l’entropia, il disordine crescente universale, generatosi nell’espansione dell’universo, con l’efficacia del movimento opposto, la “neghentropia” e tramite la volontà di concentrazione.
Onde convergenti e finalistiche sono state lo studio principale del matematico italiano Luigi Fantappié, che però Teodorani non cita. La matematica di Fantappié è in perfetta armonia con quella del grande fisico Erwin Schrödinger. Sono onde di “neghentropia”, detta anche “sintropia”, quelle che si producono nell’attività artistica, religiosa, filosofica, scientifica. I grandi pensatori e gli artisti quindi aiutano il mondo a non raffreddarsi e fermarsi, come sarebbe destinato dall’entropia, la seconda legge della termodinamica; costruiscono ordine, cosmo, conoscenza, oltre che donare bellezza e soddisfazione emotiva.
Ho detto fin’ora che l’entanglement non è trasmissione elettromagnetica ma risonanza immediata; ciò non significa che non si producano onde di natura sintropica nell’attività umana superiore, spirituale.
L’amore muove il sole e le altre stelle, conclude Dante nel Poema dei poemi. Non diversamente per Teodorani, l’uomo "dentro di sé conserva il progetto originario di coesione, unità e amore".
"In ogni caso sembra esserci convergenza sul fatto che le menti individuali sarebbero collegate a una mente più grande nell’ambito della quale sono possibili la telepatia e la sincronicità".

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