

Gente come noi. Nomadi
- Autore: Antonio Ranalli
- Genere: Musica
- Anno di pubblicazione: 2012
"Gente come noi" è il disco che segna il ritorno dei Nomadi al grande successo. Un disco che è diventato negli anni una pietra miliare della musica italiana. Undici canzoni in cui il gruppo guarda alla gente, al dolore che prova alla vista del fuoco che divora le foreste, alla smania di successo che distrugge le coscienze, alla domanda, spesso senza risposta, sul senso della vita. "Gente come noi" segna un passo avanti nella storia artistica della band di Beppe Carletti e Augusto Daolio. Tra i brani del disco, che entra con merito in hit parade, figurano alcuni evergreen come "Gli aironi neri", "Ricordati di Chico", "C’è un Re", "Salutami le stelle", "Uno come noi" e "Ma che film la vita". Il libro ricostruisce la genesi dell’album, con le testimonianze di Beppe Carletti e di chi ha partecipato al disco. (Note di copertina)
Premessa n. 1 - Tracks è la collana che NoReply dedica agli album che hanno scritto la storia della musica (leggera), a prescindere da generi ed estrazione geografica (tra i titoli pubblicati ci sono, per esempio, “Born in the USA” di Springsteen, “Horses” di Patty Smith, “Let it be” dei Beatles, “Via Paolo Fabbri 43” di Guccini, “Samarcanda” di Vecchioni). Il format è inconsueto, la veste grafica accattivante, la mole (formato + numero di pagine) accessibile, il prezzo pure.
- Premessa n. 2: ma di cosa parliamo quando parliamo (scriviamo) di canzoni? Di qualcosa di effimero, da equiparare a uno qualunque dei prodotti usa-e-getta del nostro scontento, oppure di un medium dall’enorme potenziale comunicativo (dunque politico), imparentato stretto con la poesia?
- Premessa n. 3: non amo troppo le ballate dei Nomadi. Tanto di cappello per chi - da quarant’anni e passa - è in grado di (s)muovere folle oceaniche senza cantare in inglese, ma trovo la loro poetica alquanto “elementare” (didascalica) e la loro protesta populista. Troppo distanti, insomma, dalla pregnanza sociale della canzone d’autore per rientrare nella mia personale (e dunque discutibile) play list.
Con “Ma noi no!” (1991, CGD) e “Contro” (1993, CGD), “Gente come noi” (1991, CGD) è il disco di Carletti & Co. che riascolto più spesso, proprio perché in parte smentisce quanto sopra, attraverso una consistenza, una omogeneità tematica, una felicità espressiva, che non riconosco in altre occasioni. Non è un caso che Antonio Ranalli abbia individuato “Gente come noi” come album topico della smisurata discografia nomade. Il libro che gli dedica per NoReply (2012) ne attraversa trasversalmente prodromi, genesi e sviluppi, soffermandosi sull’analisi (puntuale) delle tracce, raccontate - anche - in prima persona da quanti del disco hanno fatto parte, suonandoci dentro o comunque gravitandoci attorno (dagli “storici” Beppe Carletti e Cico Falzone a Daniele Campani e Rosanna Fantuzzi). Com’è nello spirito della collana sono poco più di cento paginette, di taglio divulgativo (vivaddio, altro che le compiaciute teorizzazioni di certi apostoli della musica leggera) e di intenzioni non apologetiche, che trovano proprio nelle diverse interviste il loro dato saliente, confrontandosi pure, giocoforza, con il fantasma benevolo di Augusto Daolio. Altro merito non da poco: a lettura ultimata sono andato ad ascoltarmi un’altra volta “Gente come noi” (quando si dice il potere persuasivo della scrittura) rintracciando nella triade “Gli aironi neri”, “Ricordati di Chico” e “C’è un re”, i suoi momenti migliori.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Gente come noi. Nomadi
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