

La preghiera della letteratura. Sulla misericordia, il bene e la fede
- Autore: Andrea Caterini
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Fazi
- Anno di pubblicazione: 2016
Un libro di poco più di cento pagine, “La preghiera della letteratura. Sulla misericordia, il bene e la fede” di Andrea Caterini, dove alle domande non arrivano mai risposte banali, preconfezionate, come rosari recitati cento volte.
Convinto che
“Io credo che la preghiera sia la sola nostra possibilità di imparare per la seconda volta a parlare”
La preghiera, afferma Caterini, ci rende simili a noi stessi e cosa è simile a noi stessi più della letteratura che ci rende partecipi di un rito comune, comprensibile ai più, dove si intersecano la misericordia, appunto, il bene e la fede?
Non essendoci traccia di proselitismo nella letteratura, dimostrare l’inconoscibile è più difficile per il credente che per il non credente, che si limita a leggere una storia che, di per sé sazia, conforta e commuove.
Il credente, invece, ha il compito di trovare una vertigine in quello che legge perché chi non la trova rischia la noia, la nudità dei testi scritti, l’abitudine spiccia di catalogare i libri in questo o quello spazio: la narrativa, la psicologia, la matematica, la critica letteraria.
Tra i tanti scrittori che Andrea Caterini cita c’è il grandissimo Yakoov Shabtai, morto nel 1981, nelle storie del quale una comunità di persone si disperdono in una "pace senza Dio", dove tutto è più difficile senza l’esempio della preghiera, perché bisogna trovare un altro sollievo, nel sesso, ad esempio, o nella musica o nello studio della matematica. Parliamo di “Inventario”, il libro più importante di questo scrittore. Perché tanta infelicità, ci si potrebbe chiedere; la risposta è, forse, nel fatto che essere ebreo nel mondo significa pure avere delle tradizioni religiose che, se vengono a mancare, fanno cadere l’uomo nella disperazione di una libertà che non appartiene alla fede.
In “La preghiera della letteratura. Sulla misericordia, il bene e la fede” sembra che gli unici individui leggeri e centrati nell’universo siano i santi, più per la loro idea di mondo che per le loro pratiche quotidiane. Non ti annoi mai in questo veloce saggio che parla anche di pietas e di misericordia.
“Ma cosa è quel vuoto se se non la resa stessa dell’intelligenza, dico l’attimo in cui ciò che abbiamo compreso, connesso a un ordine, a un discorso, chiede di essere abbandonato, di separarsi da noi, per lasciarci pronti a riceve-re il pane soprannaturale?
Ma come come non precipitare in quel vuoti? Come essere colmi di Dio?”
Queste domande in cui regna sempre la vertigine, di cui parlavamo prima, vengono poste a Andrea Caterini da uno studio serio di Simone Weil. Le suggestioni e gli scrittori richiamati, invece, sono così tanti che faremo un torto all’autore se li elencassimo tutti meccanicamente. Un’eccezione va fatta, però, per il poeta Carlo Betocchi:
"Esisto tra la vita e la morte, sola vita cercando, d’anima, e verità".

La preghiera della letteratura. Sulla misericordia, il bene e la fede
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