
Alchimia e medicina
- Autore: R. Allendy
- Genere: Scienza
- Categoria: Saggistica
Medicina e alchimia sono state per secoli, anzi millenni, sorelle gemelle; possiamo davvero tracciare un segno di equivalenza tra i due nomi. Il punto di unione tra le due branche della conoscenza sta nello studio della natura, allo scopo di individuare i medicamenti e lo stile di vita che donano e preservano la salute. Ma non solo: nel mondo antico la scienza era anche religione e rivelazione, secondo una visione olistica.
Entrambe ricercano da sempre un "elisir", un "quid", un elemento nascosto quale origine dei processi vitali. R. Allendy compie un excursus nel tempo e nello spazio e raccoglie in modo chiaro e sintetico le notizie sul tema nel bel saggio Alchimia e medicina (Atanor, 1985, traduzione di Caio Mario Aceti, pp. 125). È un classico sull’argomento per amatori e per quanti vogliano allargare l’orizzonte della loro conoscenza.
Si crede spesso che il termine "alchimia" sia di origine araba. Indubbiamente gli Arabi sono stati maestri dell’Arte e in medicina, ma la parola può essere fatta risalire addirittura a Cam, figlio di Noè, divenuto esperto nel trattare il fuoco e i metalli. Si parla di ciò nei papiri di Leida, estratti da una tomba a Tebe.
Quale sarà l’agente cosmico, presente in ogni parte e piano dell’universo, in grado di operare le trasformazioni di natura salutistica e curativa? Venne chiamato in molti modi, "telesma" nella Tavola di Smeraldo (il testo geroglifico ma con traduzione in greco che ha permesso la decifrazione dell’alfabeto sacro ieratico e immaginifico egizio). Venne chiamato “Mercurio dei saggi”; Paracelso lo definiva "etere". Ormai nel terzo millennio parliamo di energia onnipervadente, di "corpi sottili" che permeano il corpo materiale, di "corpo astrale" e di campo bioelettromagnetico. Tutti i grandi medici del passato lo manipolavano, da Ippocrate a Galeno, medico personale di Marc’Aurelio, ma si trattava di segreti da non divulgare.
Soltanto con il cristianesimo la medicina è diventata più "democratica", mi si perdoni il termine, in quanto nei conventi nel Medio Evo i frati avevano ereditato tutte le conoscenze dei pagani e le usavano su larga scala. Alberto Magno fu un valente alchimista. Riguardo alla mitologia greca:
"Plutarco vede nella teogonia dei Greci la Scienza della Natura celata in una forma simbolica. Aggiunge che, con Latona, si intende l’acqua, con Giunone, la terra, con Apollo, il sole, con Giove, il calore ecc.”
Sono punti di vista estremamente avvincenti, da meditare.
Specialmente un’affermazione è notevole: l’alchimia è
"la ricerca del punto centrale di trasformazione in cui la luce (astrale) si trasforma in materia e si condensa in una terra che contiene in sé il principio del movimento e della vita” divenendo “medicina integrale”.
Trasmutare l’energia in materia... Torna in mente la formula di Einstein, l’equazione tra materia visibile ed energia invisibile. Gli alchimisti avevano intuito...
La moderna omeopatia deve loro molto e in oriente abbiamo l’agopuntura, parte dell’alchimia orientale.
Questo libro offre al lettore il collegamento tra pratica e teoria, la visione dell’universo come Divinità solidale in ogni sua parte. La ricerca della salute diventa quindi “salus”, sia salute che salvezza, coscienza del Tutto immortale in cui siamo e non ci perdiamo, nonostante il caleidoscopio delle apparenze mutevoli. Lo Spirito o materia “astrale” non conosce degradazione.
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