

C’è silenzio lassù
- Autore: Gerbrand Bakker
- Categoria: Narrativa Straniera
- Anno di pubblicazione: 2009
La casa editrice Iperborea, specializzata in testi nord-europei, propone in libreria questo libro difficile, pieno di suggestioni e di temi scomodi, quali la morte precoce del fratello gemello del protagonista, Helmer, e il parricidio incruento del padre, relegato in una stanza in alto, nella fattoria di famiglia, dove regna un innaturale silenzio.
La storia raccontata è quella di una famiglia di contadini olandesi: i due ragazzi, identici, vivono in simbiosi finchè uno dei due, Henk, si innamora di una ragazza bellissima che vuole sposare; l’altro, provando un senso improvviso di perdita e di esclusione, si rifugia nella casetta dove vive il garzone dell’azienda, Jaap. Il padre però allontana improvvisamente il giovane, che sparisce. Mentre Henk e la ragazza Riet fanno una gita in auto, la macchina sbanda e Henk annega. La famiglia è distrutta e Riet viene cacciata dal padre dei gemelli. Anche la madre muore, e Helmer, che studiava letteratura all’università di Amsterdam, è costretto dal padre a tornare per diventare a sua volta garzone della fattoria. Passano gli anni: Helmer ha superato la cinquantina, non si è mai sposato nè si è allontanato da pecore, mucche e due asini che costituiscono il suo lavoro e la sua ragione di vita. L’odio per il padre, ormai ottantenne e malato, lo porta a seppellirlo in una camera isolata, dove lo nutre poco e lo accudisce raramente, mentre freddamente aspetta che muoia. Una lettera di Riet giunge da un passato mai del tutto dimenticato: vuole rivedere il luogo del suo amore per Henk, vuole mandare il suo figlio maschio, Henk anche lui, a lavorare nella fattoria per sottrarlo ad una pericolosa apatia. Comincia tra Helmer e il giovane un rapporto strano e contraddittorio. Non sono padre e figlio, non sono zio e nipote, eppure tra i due nasce un rapporto che coinvolge anche il vecchio lassù: il ragazzo si affeziona al padre e sembra rallentarne la fine, ma si lega in modo ambiguo anche ad Helmer, da cui pretende attenzione, regali, come un giovane viziato che sfrutta ogni occasione per trarne immediato vantaggio.
Sono personaggi antipatici, difficili, scontrosi, diffidenti quelli che Bakker mette in scena: si parla pochissimo, e tutto è affidato alle atmosfere, al clima, ai colori, al gelo, agli animali. Le psicologie descritte sono spigolose, afasiche, piene di non detti e di antichi risentimenti mai risolti. Nella parte finale del libro si spiegano molti degli enigmi che i lettori si erano posti e i dubbi vengono sciolti. Non c’è lieto fine, non poteva esserci. Le qualità del narratore si manifestano soprattutto nella descrizione del vuoto, fisico e affettivo, nel quale i personaggi vivono immersi; diga, stagni, canali, ghiaccio, alberi spogli. E poi dialoghi brevissimi, botte e risposte, monosillabi, brevi esclamazioni che punteggiano la narrazione conferendo quel senso di freddezza affettiva che pervade tutto il romanzo, anche se non ne costituisce la cifra più autentica, come il lettore attento potrà verificare.

C'è silenzio lassù
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Libro interessante, molto triste.
Comunica un forte senso di solitudine, ma anche la possibilità di cambiare qualcosa in una vita segnata dalle difficoltà soprattutto affettive.
La vita e la natura si mescolano, dando l’impressione di influenzarsi reciprocamente.