

Storia di Anita
- Autore: Diana Giovinazzo
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Piemme
- Anno di pubblicazione: 2021
Storia di Anita (Piemme 2021, titolo originale The Woman in Red, traduzione di Federica Merani) è il romanzo d’esordio dell’autrice italoamericana Diana Giovinazzo, che racconta la storia di Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva, meglio conosciuta come Anita Garibaldi (Morrinhos, Laguna, 30 agosto 1821 – Mandriole di Ravenna, 4 agosto 1849), rivoluzionaria brasiliana, moglie di Giuseppe Garibaldi (Nizza, 4 luglio 1807 – La Maddalena, 2 giugno 1882), generale, patriota, condottiero e scrittore.
A Roma, al Gianicolo, un monumento realizzato dallo scultore Mario Rutelli conserva le spoglie mortali dell’“eroina dei due mondi”. La grande statua bronzea equestre che incuriosisce ed emoziona i turisti che si trovano a passare sul colle romano, prospiciente la riva destra del Tevere, e rappresenta uno degli episodi più celebri dell’esistenza di Anita Garibaldi. È, infatti, raffigurata a cavallo, con la pistola in pugno, che sorregge il figlio neonato Menotti, mentre cerca di sottrarsi alla cattura nell’accampamento di Sao Luis, accerchiato dalle truppe imperiali, durante la Guerra dei Farrapos.
Anna, donna fiera, imperiosa, la cui forte personalità e bellezza sarebbe stata notata da Giuseppe Garibaldi. Un incontro segnato dal destino, iniziato nel 1835 in Brasile, quando scoppiò la rivolta farroupilha, la rivolta degli straccioni. Gli Stati meridionali del Brasile si erano ribellati al governo centrale ed era stata subito guerra tra l’esercito imperiale e i farrapos, che combattevano per l’indipendenza. La sommossa popolare aveva segnato nel profondo l’animo di Anna, figlia del mandriano Bento Ribeiro da Silva e di Maria Antonia de Jesus Antunes, che guardava con ammirazione i ribelli, sognando di poter un giorno compiere le loro stesse gesta.
Dopo quattro anni, il 22 luglio 1839 i rivoluzionari avevano conquistato momentaneamente la città, e gran parte degli abitanti di Laguna si era recato in chiesa per intonare un Te Deum di ringraziamento al Signore. C’era anche Anna, che nel 1835 aveva sposato Manuel Duarte de Aguiar, un uomo molto più grande di lei, che al tempo del matrimonio aveva solo 14 anni. Fu in questa occasione che Anna vide per la prima volta “l’eroe dei due mondi”, anch’egli presente assieme agli altri protagonisti della rivoluzione, giunto in Brasile a sostenere la causa degli insorti.
Nelle Memorie, Garibaldi ricorda come il giorno seguente i due si incontrarono nuovamente e lui la fissasse intensamente dicendole: “Devi essere mia”. Galeotta fu la frase e chi la pronunciò, Anna abbandonò il marito senza pensarci due volte, unendo la sua breve vita leggendaria a quella mitica di Giuseppe Garibaldi, dandogli quattro figli. Sarà proprio Garibaldi a chiamare Anna “Anita”, dando inizio alla sua nuova, esaltante esistenza.
L’appassionante romanzo Storia di Anita comincia quando Anna è poco più di una bambina ma possiede già un carattere determinato, giacché “non ero brava a rispettare le regole”.
Diana Giovinazzo tratteggia con abilità le figure di José Garibaldi, fermo abolizionista e promotore della libertà universale, sentimento condiviso anche da Anita, e della stessa Anita che possiamo considerare come una vera e propria femminista ante litteram.
“Non sai chi è il grande Garibaldi?”

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