

Andare per fari
- Autore: Luca Bergamin
- Genere: Letteratura di viaggio
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: il Mulino
- Anno di pubblicazione: 2023
Andare per fari (Il Mulino 2023, collana “Riscoprire l’Italia)” dello scrittore e giornalista Luca Bergamin, racconta la storia dei fari italiani.
Il Faro era allora una torre argentea, nebulosa, con un occhio giallo che si apriva all’improvviso e dolcemente la sera.
Virginia Woolf nel romanzo Gita al faro (To the Lighthouse 1927), ambientato a Skye, isola dell’arcipelago scozzese delle Ebridi traduce in prosa quell’immaginario che noi umani abbiamo sempre provato per questi alti guardiani del mare.
Sì, perché queste sentinelle del mare e dell’anima, poste solitamente in siti di meravigliosa bellezza, possiedono un fascino fuori dal tempo arroccati a strapiombo sul mare o guardiani solitari di piccole isole ma sempre al lavoro per segnalare ai naviganti eventuali ostacoli o pericoli.
Pensiamo alla suggestione che sa donarci un faro, e il pensiero corre all’opera realizzata con la tecnica dell’acquerello intitolata Light at Two Lights dipinta da Edward Hopper nel 1927. L’autore, da sempre innamorato del sole, del mare e dei fari, ha compreso il motivo della fascinazione degli uomini per queste costruzioni alte e snelle, che hanno anche un alone di mistero oltre a possedere un’innegabile visione romantica. Al ruolo fisico del faro di illuminare nel buio, condurre alla salvezza chi è in pericolo o in balia delle intemperie, si sovrappone quello simbolico di nume e baluardo psicologico nelle procelle dell’esistenza. È come se osservando un faro, che regala ai più sensibili anche un senso di protezione, provassimo una smisurata nostalgia dell’infinito, là dove il mare incontra il cielo, facendo a gara a chi dei due mostra l’azzurro più cangiante e mutevole.
In questo viaggio lungo 8.000 chilometri alla riscoperta dei fari italiani, che parte da Genova e arriva a Trieste, toccando l’Arcipelago Toscano, Sardegna, Campania, Sicilia e Puglia, Bergamin ha scelto di fare tappa dove si innalzano i fari più significativi sul piano storico e architettonico, i più perigliosi, i cui guardiani si sono distinti nel salvataggio di naufraghi. Quindi il lettore avrà modo di apprendere che l’antesignano dei fari nella nostra penisola fu eretto a Ostia agli albori del II Secolo d.C. per il porto di Claudio e Traiano, dove ora si trova Fiumicino: grazie al fuoco appiccato nel suo immenso braciere era visibile sino a 45 chilometri di distanza. Ne è rimasta traccia soltanto nei mosaici ritrovati nell’area archeologica locale e nel “De vita Caesarum” di Svetonio, in cui si legge che per innalzare la base di questa torre di segnalazione venne fatta affondare persino una nave solitamente impiegata per trasportare gli obelischi dalle colonie nell’Africa del Nord. Anche sulla Colonna Traiana in Roma è scolpita l’immagine di un faro.
Anche Roma ha il suo faro sul colle del Gianicolo, è fatto da blocchi in marmo Botticino, è alto 20 metri e non fu certo costruito per vegliare sul traffico navale lungo il Tevere. Progettato nel 1911 dall’architetto Manfredo Manfredi, il faro sfoggia un capitello sormontato da teste di felino e festoni e fu il dono della colonia italiana di Buenos Aires nel cinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia. Esso viene acceso in occasioni commemorative speciali, ad esempio per ricordare i desaparecidos e le vittime del golpe militare argentino del 1976, nonché di tutte le altre dittature che hanno insanguinato il continente latinoamericano. Una curiosità: talvolta dalla balconata del faro, rivolta verso il carcere di Regina Coeli, vicino in linea d’aria, i parenti cercano di scambiare qualche parola coi loro familiari in stato di detenzione. In questo caso il faro del Gianicolo testimonia la speranza e anche la resilienza di chi a casa aspetta la libertà dei loro cari.
Infine, un cenno al più antico faro italiano ancora in funzione si trova a Genova, soprannominato La Lanterna, che con i suoi 77 metri di altezza è il faro più alto del Mediterraneo, e simbolo indiscusso, icona architettonica del capoluogo ligure. Considerando anche l’oceano, nel Vecchio continente La Lanterna è superata soltanto dal faro dell’Île Vierge nel Finistère, presso Plouguerneau in Francia, che si eleva per 82,5 metri.
Storie leggendarie raccolte in questo interessante volume, che illuminano la mente.
Se i 154 fari, i 712 tra fanali, boe e mede fermassero, anche solo per pochi istanti, il proprio fascio di luce nel punto esatto del cielo e del mare in cui ciascuno di essi incontra i due che gli sono dirimpettai a est e a ovest, si formerebbe un’indistinta figura luminosa che avrebbe la forma dell’Italia e delle sue isole senza bisogno di terraferma.

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