

Eclissi di Costituzione. Il governo Draghi e la democrazia
- Autore: Tomaso Montanari
- Genere: Politica ed economia
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Chiarelettere
- Anno di pubblicazione: 2022
Certi ignobili governi Craxi o Andreotti trascolorano a confronto col governo Draghi che tiene sotto scacco la nazione. L’emergenza perenne come foglia di fico per il piano reificativo dell’Italia secondo i diktat del neoliberismo più sfrenato. Prima le mistificazioni di una gestione pandemica tanto omertosa quanto irrazionale e punitiva (vaccinazione indiscriminata, ricatto del green pass), adesso le fibrillazioni guerreggianti ispirate da Biden -. di cui Draghi è ossequioso paladino — che trascinano il paese in una recessione tra le peggiori.
Il saggio che Tomaso Montanari incentra sulle metà oscure del nuovo "unto dal Signore", Eclissi di Costituzione. Il governo Draghi e la democrazia (Chiarelettere 2022), dedica ampio spazio anche ai corifei dei partiti e dei giornali che si sdilinquiscono fedeli alla Sua linea unica (“tiriamo dritto per la nostra strada”, dixit), a riprova di come l’Italia abbia abdicato ai canoni - invero già precari - democratici, precipitando in quelli della dittatura finto-soap. Ciascun capitolo del lavoro di Montanari è il riflesso parcellizzato di una medesima e più ampia macchia nera di governo — abusi costituzionali, esautorazione del parlamento, squalifica e messa al bando degli intellettuali dissidenti, cancellazione del dissenso sociale attraverso forme persecutorie, eccetera eccetera eccetera —, generata a esclusivo sostegno della causa atlantista-capitalista. La sola causa di cui a Draghi davvero importa. Il popolo è bue, e va governato macellando opposizione ed eccedenza.
Eclissi di Costituzione — mai titolo ha evidenziato apoditticità tanto luminosa — si apre già in premessa sgombro da infingimenti:
“Ho imparato a mie spese che non è tempo di dissenso, né di pensiero critico […] La risposta alle mie critiche a Mario Draghi e al suo governo è spesso sul piano del metodo: avrei l’imperdonabile colpa di essere ‘ideologico’ (a dirmelo, in televisione, è stato il direttore de ‘la Repubblica’. Chi è d’accordo con il governo sarebbe ‘pragmatico’, cioè obiettivo; chi si oppone sarebbe appunto ‘ideologico’, e cioè propagandistico.” (pag. 21)
Difatti: sui media allineati alla linea di governo (più o meno tutti), la narrativa pandemica è stata quotidianamente disseminata da parole a vuoto, e agguati televisivi al dubitante di turno, perpetuati con una violenza ideologica da fare impallidire il peggiore sanfedismo. Ribadisce ancora Tomaso Montanari, a pagina 22:
“Il sostegno a Draghi e al suo governo ha assunto fin dall’inizio toni ultraideologici, addirittura religiosi: i giornali e i giornalisti di sistema l’hanno dipinto come l’uomo della provvidenza, un re taumaturgo capace di risanare il paese con il semplice tocco delle mani. Come succede appunto con le ideologie, nessun dato di realtà è riuscito a incrinare il dogma. Il mito del governo “di alto profilo” (Mattarella dixit) non si è dovuto misurare con i nomi imbarazzanti, a tratti mostruosi, di ministri e sottosegretari.”
Nello stesso capitolo, le malefatte della congrega "di intoccabili", continuano per un’altra mezza pagina, e siamo appena agli antipasti di un saggio che non le manda a dire. Quasi sicuramente sfuggirà ai miopi, e/o ai puri di cuore fino alla sudditanza, ma il consenso unanime — e di contro la messa a tacere del parere opposto — di cui usufruisce il governo Draghi, ispira incubi dittatoriali sulla scia russo-cinese. Anche il sottotitolo del lucido j’accuse di Tomaso Montanari inquieta non poco: "il governo Draghi e la democrazia", recita, avocando a sé un che di perturbante. Quello di Draghi e la democrazia è infatti un dualismo strutturato su un piano di equilibrio precario, in quanto pericolosamente sbilanciato dalla parte degli oligarchi (europei e americani in primo luogo) e del mantenimento dello status quo globalista. Il saggio non a caso entra nel merito delle strategie sottese del premier, enucleandone le azioni effettuate a esclusivo sostegno del sistema di potere.
Non ci vuole nemmeno troppa fantasia per cogliere il fine autentico di Mario Draghi – “l’espressione più autorevole, in Italia, del pensiero unico che ha condotto il mondo sull’orlo del baratro ambientale, sociale e politico” —, basterebbe andare a rivedere alcuni degli episodi più clamorosi che ne corroborano il curriculum: da presidente della Bce svolge un ruolo determinante (non certo in positivo) sulla gestione della crisi greca. Da direttore del Tesoro è artefice della svendita progressiva dell’industria pubblica italiana. Da direttore di Bankitalia omette di vigilare su Monte dei Paschi e sulle banche venete, con gli esiti rovinosi conosciuti dalla storia. E, dulcis in fundo, da presidente del consiglio (non eletto) si macchia di ogni oltraggio costituzionale in nome di una gestione pandemica che ha il solo scopo di tutelare gli interessi delle case farmaceutiche produttrici dei vaccini farlocchi.
Se la cecità collettiva paventata da José Saramago non fosse ormai la condizione in cui versano i più, bisognerebbe chiedersi (esplicitare è impossibile, sarebbe come macchiarsi di lesa maestà) sulla scorta di cosa è ancora possibile fidarsi di un uomo come Draghi. Sin dal suo insediarsi, il suo governo legifera per via esclusiva di decreti legge: nella Libera Repubblica del Draghistan il parlamento è diventato infatti un optional fastidioso. Non lo si scioglie giusto per salvare le apparenze.
Eclissi di Costituzione contiene, riveduti e ampliati, alcuni degli scritti “politici” recenti di Tomaso Montanari, ma il flusso discorsivo è tutt’altro che frammentato, risulta anzi sorprendentemente unitario. Sarà per il filo rosso (o forse nero?, nerissimo) che fissa i focus di una narrazione implacabile sul più untuoso e violento dei governi della storia italiana. In tempi addestrati all’obbedienza e alla pedissequa adulazione del dio-capo, Tomaso Montanari licenzia un saggio che ha il coraggio della divergenza. Meritevole, anche per ciò, di apprezzamento ulteriore.

Eclissi di Costituzione. Il governo Draghi e la democrazia
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