
Le Trattative
- Autore: Antonio Ingroia e Pietro Orsatti
- Genere: Storie vere
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Imprimatur
- Anno di pubblicazione: 2016
Il libro "Le trattative" nasce dalla collaborazione di Pietro Ingroia, magistrato già impegnato in importanti processi di Mafia con il giornalista Pietro Orsatti, autore tra gli altri de “Il Bandito della Guerra Fredda”.
Appariva inconcepibile solo pensare ad una trattativa con Cosa Nostra, ma Ingroia non ha mai desistito dall’affermare questo, che non è solo un suo personale convincimento, ma trova ampio riscontro in fatti e circostanze inequivocabili specie con la sentenza del processo Borsellino, dove si conferma che è stato attuato il più grande depistaggio della storia d’Italia.
Il libro, con la prefazione di Marco Travaglio e Franco Roberti, è testimonianza e racconto rispetto al silenzio dilagante. Si è dato poco risalto a questi eventi da parte degli organi di stampa, ponendo maggiore attenzione ad eventi seppure importanti, ma non destabilizzanti come l’immigrazione clandestina. Se si pone corretta attenzione, si constata peraltro come anche in quest’ultimo campo, siano presenti interessi di Cosa Nostra.
Con questo libro si fornisce una diretta testimonianza di fatti di cui è stato protagonista l’autore stesso ed in questo senso “Le Trattative” rappresenta un unicum nella letteratura giornalistica. Sono fatti che si riflettono sulla vita di tutti, dalla fondazione della cosiddetta seconda repubblica, all’attività delle varie Commissioni antimafia.
Il primo processo sulla trattativa ha avuto come imputati per lo stesso reato, uomini al vertice delle istituzioni e dei servizi segreti, delle forze speciali investigative, politici fondatori di importanti partiti e personaggi di spicco di associazioni mafiose.
Il titolo al plurale trova spiegazione dal fatto che è preoccupazione dell’autore non solo la trattativa ultima, ma un vizio antico dello Stato di trattare anziché di contrapporsi con la criminalità organizzata. Non vi è un cambiamento in questo ma una linea di continuità oscura e inquietante.
La Mafia era considerata un’associazione immorale, ma certamente non illecita ed occorre arrivare al maxiprocesso per incrinare il principio dell’impunibilità della Mafia. La Mafia non si poteva toccare, ma Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno infranto questa barriera, mettendo allo scoperto i potenti collusi, poi processati e condannati. Vi è adesso una diffusa consapevolezza che pezzi dello Stato deviati e Mafia sono stati sovente in rapporto, ma occorre pure tenere conto dei successi acquisiti che non devono essere però appaganti, non dimenticando i numerosi servitori dello Stato che hanno sacrificato la loro vita.
“Le Trattative” al plurale perché ogni volta si è cercata da parte di esponenti delle classi dirigenti che si sono avvicendate nel Paese, una via breve, una scorciatoia che non è stata quella dell’intransigenza ma quella dell’accordo che non trova giustificazione alcuna. Occorre ricercare la verità, perché il meccanismo messo in moto da Falcone e Borsellino non abbia sosta combattendo un sistema di potere che appare ancora operante.
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