

Squalo bianco
- Autore: Peter Benchley
- Genere: Avventura
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Sonzogno
Ogni tanto mi prendo una pausa dall’attualità editoriale. Rileggo “Squalo Bianco”, un romanzo di Peter Benchley del 1994 (Sonzogno) incuriosito dalle recensioni negative che lo accompagnano in rete. Non è stata una verifica inutile: certo che White Shark non ha il sotto-testo amplissimo di Jaws (da cui il meta-horror di Steven Spielberg) e che se invece dell’ibrido uomo-bestia, Peter Benchley avesse proseguito sulla scia dei mostri marini forse la catarsi ne avrebbe guadagnato, ma il romanzo regge e si legge. Tutt’altro che stucchevole, con dentro inoltre alcune delle panoramiche degli abissi più suggestive che abbia letto.
“Non c’è nessuno nell’oceano che uccide per il gusto di uccidere. Gli animali uccidono per due ragioni: per mangiare e per difendersi”
si legge a pagina 139 in spirito quasi eco-vengeance (sta per punizione ecologica), e forse proprio in questo è rintracciabile il nocciolo alto della storia. Lo squalo-assassino ha stavolta una partenogenesi umana, in quanto ibridazione nazista. In altre parole: non c’entrano la fame o la vendetta. Il mostro (metà uomo e metà predatore cartilagineo) è nato per uccidere, concezione frankensteiniana di superomismo alla Mengele.
Torno a dire: se si supera la diffidenza nei confronti di un movente a un passo da “Il mostro della laguna nera”, il romanzo non difetta di tensione, collocabile a metà strada tra il racconto d’avventura marinara e il thriller a ricaduta ecologista (mai forzare troppo la mano alla natura). E se è vero che i caratteri dei protagonisti seguono una certa stereotipia di genere, è anche vero che le descrizioni scientifiche della fauna sottomarina valgono da sole l’intero libro, confermando Peter Benchley tra gli autori di fiction più avvincenti-interessanti.
Se avete amato “Lo squalo” senza storcere il naso davanti ai suoi ulteriori “Abissi” e “Tentacoli”, credo che nemmeno questo libro vi deluderà. In caso contrario conviene astenersi: con Peter Benchley siamo in piena zona letteratura di intrattenimento, ma di quella d’autore, sulla scia dei numi tutelari Clive Cussler e Wilburn Smith, per intenderci. Personalmente ritengo possano tornare utili anche queste letture. Se non altro come contraltare sognante all’arido scenario contemporaneo.

SQUALO BIANCO
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