

Rinascita
- Autore: Claudio Damiani
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Fazi
- Anno di pubblicazione: 2025
Claudio Damiani, scrittore e poeta che per le sue liriche ha ricevuto riconoscimenti prestigiosi quali i premi Montale, Luzi, Carducci e vincitore del Premio Viareggio Rèpaci 2022, torna in libreria con Rinascita (Fazi, 2025) una narrazione in prosa con alcuni dei capitoli introdotti da vibranti liriche.
Rinascita è innanzitutto il ripercorrere di Claudio Damiani dei tempi più lontani, della fanciullezza vissuta a San Giovanni Rotondo, paese natio in cui l’autore ha trascorso i primi anni di vita insieme ai genitori e ai cinque fratelli. La sua famiglia si era trasferita là poiché il padre ingegnere aveva ricevuto, negli anni di lavoro, l’incarico di occuparsi di vari giacimenti minerari, ultimo fra i quali quello di bauxite nel piccolo paese del Gargano. La prima parte del romanzo è un attento ricordo del passato, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, un’osservazione e una descrizione dell’azzurro e nitido cielo di Puglia, del piccolo villaggio minerario con le stalle dei cavalli che non servivano più in miniera.
Questi pensieri spiccano tra i tanti ricordi di un’infanzia lì vissuta e di una giovinezza in cui l’autore ritorna, come ritorna successivamente in quei posti per visitarli e ricordare. La prima parte di Rinascita è assolutamente descrittiva e ruota attorno ai luoghi in cui Damiani bambino ha vissuto: dalle “Case”, l’area del villaggio minerario, alla sua abitazione, poi al pollaio, agli elementi naturali lì intorno, inclusi gli eucalipti giovani e forti e il paesaggio tutto rallegrato, un tempo, dalla presenza di animaletti quali farfalle e lumache. L’autore si sofferma nelle descrizioni e le sue parole si fanno quasi poesia mentre descrive le bellezze della natura:
Mi colpivano soprattutto delle farfalline piccole con le ali azzurre, tra azzurro e viola [...] e c’era come una somiglianza tra il violetto delle farfalle e il violetto della sera.
L’amicizia più sentita che l’autore bambino stringe è quella con Tamara, il cane di Guerra, un dipendente della miniera.
Tamara mi ha visto e subito mi raggiunge. Correndo le orecchie sventolano. Torno ad accarezzarla, però Tamara devo andare, lasciami andare [...] Tamara era un pezzo di me.
Quando Damiani, ormai giovane uomo, ritorna al villaggio natio, molto è cambiato; vede la sua casa abbandonata, ma la guarda ancora con affetto e ad essa dedica una splendida lirica, Non dire che la mia casa è triste.
Continuando poi a rivedere i luoghi del passato, riscopre posti e paesaggi poco osservati quand’era piccino; vede mutamenti e osserva cose nuove. Gli eucalipti ora sono asciugati, quasi inariditi, e tutto è troppo cambiato. Hanno arato la terra, non c’è più il rivo dei girini e nei campi, lungo le vie, ora spiccano molti cespi di mentuccia. E poi, ecco apparire case ristrutturate, un villaggio intero trasformato in agriturismo.
Trasformarlo in agriturismo poi! Mi sembrava una cosa orribile. Ecco, ho pensato, è morta anche la mia infanzia.
Pensieri contrastanti nella mente di un Damiani giovane uomo che poi s’accontenta che in qualche modo le vecchie case della miniera tornino a rivivere magari per accogliere i pellegrini o per chi da lontano viene a trovare i familiari.
La seconda parte del romanzo ha un aspetto più immaginifico: l’autore non è più il bambino che percorreva quelle strade polverose con la sua biciclettina n. 14, ma con la mente ritorna a quegli anni e pian piano ricostruisce la sua infanzia non tanto con i ricordi tangibili e osservabili ma con le sensazioni. Ogni cosa, tra sogno e immaginazione, appare bella e rasserenante. Vede i verdoni saltellare di ramo in ramo, avvicinarsi a lui, parlargli:
Un verdone è vicino a me – Quando mi hai tirato un sasso lo sai che per poco mi prendevi? - Scusami, ti prego - gli dico- È stato più forte di me. Volevo prenderti, sì. Come prendere uno smeraldo. Guadagnare un bene prezioso.
Compaiono anche le amicizie d’infanzia, Nadia , Bianca e Franco, e riappare Tamara. Tutti insieme vanno fuori in bicicletta e poi eccoli a guardare le laboriose formiche. Tanti sono i dialoghi tra i bambini d’un tempo, tanti quelli con l’adorata Tamara, compreso quel saluto tra lo scrittore bambino e il cane che lui non aveva potuto vedere negli ultimi momenti di vita. Giorni felici tutti insieme, giorni che Damiani rende poetici e lievi:
Solo respirare l’aria che abbiamo intorno, in cui siamo dentro, e la luce. L’aria insieme alla luce. Respirare senza pensare, galleggiare senza pensare a niente.
Rinascita non è un semplice ricordare il passato: è sognarlo e vederlo ammantato di quelle meraviglie che Claudio Damiani descrive con linguaggio lieve ed inimitabile, come attraverso gli occhi gioiosi e limpidi d’un bambino.

Rinascita
Amazon.it: 17,10 €
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Rinascita
Lascia il tuo commento